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Le prime testimonianze della presenza
dell'uomo in modo continuativo, risalgono al Neolitico. Dai
reperti rinvenuti si ritiene che la presenza di genti si basasse
principalmente su un'economia decisamente agricola incompatibile
all'insediamento in grotta. La scoperta di elementi propri di
culture nella fase iniziale dei metalli, cioè dell'Eneolitico,
offre un dato di fatto che le genti di quella cultura continuarono
ad abitare a lungo il territorio dell'attuale comune di San
Giuliano Terme. |
Con il III° sec. ac. si assiste
al graduale ingresso delle città e relativi comprensori
nell' orbita della nascente potenza di Roma. L'acquisizione
dello "status" di colonia comportò significativi
cambiamenti nelle città e nei territori. Che i romani
conoscessero le virtù terapeutiche delle sorgenti é
comprovato da come più volte le "acque pisanae"
fossero citate da Plinio il Vecchio. La presenza in località
Caldaccoli (calide acquae) dei resti di un acquedotto, otto
bellissimi archi, testimoniano l'insediamento romano. Stabilita
la supremazia di Pisa repubblica marinara su Lucca per la definizione
dei territori, nel 1112 la contessa Matilde di Canossa restaura
radicalmente le Terme. Nuovamente ristrutturate agli inizi del
'300, le Terme furono coinvolte, nel 1406, nella distruzione
del castello fortificato di San Giuliano, durante la guerra
per la conquista di Pisa da parte di Firenze. Intorno alla metà
del XV° secolo, la repubblica fiorentina, all'interno di
una politica più generale di promozione dell'economia
di tutto il contado pisano, affidò ai Consoli del Mare,
la gestione delle Terme. Da una descrizione del 1568 risulta
che c'erano cinque bagni con la chiesetta di San Giovanni, nel
luogo dove poi sorgeranno i bagni detti di Levante e tre bagni
chiamati della Regina, di San Lazzaro e dei Nervi. Negli ultimi
decenni del secolo, i Medici, comunque cercarono di apportarvi
alcuni miglioramenti facendo costruire alcune abitazioni, un
ospedale, un'osteria e demanando delle norme per regolare l'afflusso
ai bagni. Ma con la mancata manutenzione dei fossi di scolo
di una zona tendente all'impaludamento, un'epidemia di peste
prima (1630-32) ed una di tifo poi (1648-49), contribuì
alla diminuzione della popolazione. Con gli anni'40 del 1700
avvenne però un cambiamento che avrebbe dato una svolta
al borgo di San Giuliano. |
Con la morte di Giangastone nel 1737,
ultimo discendente maschile di Casa Medici, il Granducato di
Toscana a seguito di accordi internazionali, passava a Francesco
Stefano di Lorena, genero dell'imperatore Carlo VI° d'Asburgo
e marito della futura imperatrice Maria Teresa d'Austria. Furono
i Lorena che, dopo un attento studio del territorio, intuirono
il potenziale turistico-termale del "Vecchio Bagno del
Monte Pisano", decidendo gli investimenti necessari per
la valorizzazione del territorio di San Giuliano. |
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Furono spese notevoli risorse finanziarie
per il risanamento della pianura pisana e per il riassetto idrologico
del territorio: canalizzazione delle acque, ripulitura dei canali
esistenti, bonifica dei terreni. Per favorire l'insediamento
stabile della popolazione, oltre a garantire esenzioni fiscali
sui nuovi fabbricati, si promossero attività manifatturiere
tenendo conto di creare una serie di infrastrutture tese non
solo a favorire il rinsediamento stabile della popolazione,
ma favorendo il soggiorno dei villeggianti. Un operazione di
grande successo. |
Dalla fine del XVII° secolo
fino al XVIV° secolo , molte ricche famiglie pisane e fiorentine
scelsero di costruire le loro ville ai piedi dei monti pisani,
attratte sia dalla piacevolezza del paesaggio che dal clima.
Il ripopolamento del territorio con Francesco Stefano e poi
con Pietro Leopoldo, Ferdinando III° e Leopoldo II°
a capo del Granducato di Toscana, riportò la popolazione
di San Giuliano alla fine del XVIII° secolo a circa 500
abitanti stabili, ma che sorpassavano abbondantemente il migliaio
per i "bagnanti e villeggianti" presenti. |
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Dal diario dell'astronomo De Lalende,
forse con qualche esagerazione, nel 1765-66 scriveva di poter
affermare che i bagni di Pisa erano i più celebri ed
i più frequentati in Italia, lodandone i lavori di sistemazione
e vantando le occasioni di svago per i villeggianti dovute alla
presenza di un salone da ballo, sale da gioco, terrazze per
passeggiare. |
In
effetti nella seconada metà del XVIII° secolo,
le Terme conobberoro un periodo di splendore senza eguali,
accogliendo ospiti stranieri illustri quali: Carlo XIII°
re di Svezia, il principe reale d'Inghilterra (futuro re Giorgio
IV°), Vittorio Alfieri, la contessa d'Albany, Gustavo
III° re di Svezia e più tardi il generale Murat,
i poeti Shelly e Byron, Carlo Alberto, Giacomo Puccini e molti
altri.In un epoca in cui si dava impulso allo sfruttamento
termale Toscano, l'impegno fu decisamente notevole e non privo
di risultati. |
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I
bagni di acqua calda, inizialmente frequentati solo dalla
popolazione locale dei dintorni o dai malati, avevano sviluppato
le loro potenzialità turistiche offrendo non solo opportunità
di cure , ma anche nuove occasioni di lavoro per molti abitanti
dei ditorni. Il trasferimento di uffici pubblici e di nuove
attività commerciali e manufatturiere, ponevano le
premesse per la nascita di un nuovo, duraturo insediamento
che hanno portato il "Vecchio Bagno del Monte Pisano" ad affrontare il terzo millennio. |
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LE CARTOLINE D' EPOCA POSSONO ESSERE INGRANDITE.
Alcune immagini sono di propietà della Biblioteca
del Comune di San Giuliano Terme. Si ringrazia tutto il
personale dell'Uffico Cultura del Comune di San Giuliano
Terme per la gentile collaborazione.
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