Pisa antica repubblica marinara

Incerta è nei termini precisi, l’origine di Pisa.
Sebbene antichi storici fossero già all’epoca divisi tra la tesi di un’origine ligure e quella greca, odierni studi e ricerche hanno portato alla luce ritrovamenti di manufatti appartenenti all’ età del bronzo. Nel VI secolo a. C. si registrano le prime presenze Etrusche. Di rilievo strategico Pisa come località costiera e portuale con i suoi numerosi approdi ideali per le esigenze commerciali dell’epoca, divenne ben presto oggetto d’interesse delle mire espansionistiche della nascente repubblica Romana.
Nel 89 a.C. Pisa ottenne la cittadinanza romana.
Degni di nota sono gli ultimi ritrovamenti avvenuti casualmente, ma di straordinaria importanza scientifica che hanno riportato alla luce numerose imbarcazioni di epoca romana praticamente intatte. Dimostrazione e conferma della rilevanza commerciale di questa città nella storia dell’impero romano. Prerogativa che ben si sviluppò in periodo medievale. E’ proprio in questo periodo che all’inizio del XI secolo, si assiste ad una autentica esplosione della città.
Nell’arco di un secolo Pisa riporta una serie di clamorose vittorie sulle navi e sulle città mussulmane intervenendo in Calabria, Sicilia, Sardegna, Nord Africa e conquistando con una grande spedizione l’isola di Maiorca.
Le crociate rappresentarono l’occasione per estendere i propri interessi commerciali nel Mediterraneo orientale. Dalla Siria alla Terrasanta, nelle città egiziane e dell’impero Bizantino includendo i paesi di Tunisia e Marocco, forti colonie mercantili pisane dotate di privilegi fiscali e di quartieri fortificati con magazzini, case, forni, chiese furono la testimonianza tangibile del potere della nuova Repubblica Marinara.
Pisa, legata sempre più alla politica imperiale dei sovrani svevi (Federico Barbarossa, Enrico VI) divenne una città di fierissima e di indomabile tradizione ghibellina contrapponendosi alle città guelfe della Toscana quali Firenze e Lucca.
Questa linea politica pose Pisa in forte contrasto con il potere temporale del Papato raggiungendo l’apice della crisi con la cattura di un considerevole numero di alti prelati consegnati successivamente a Federico II.
Pisa da questa azione fu allora colpita dall’Interdetto Pontificio.

Veduta di Pisa del '300
Ignoto maestro pisano

Scuola Normale Superiore
E’ da questo contesto che si può sviluppare un insolita teoria legata a Piazza dei Miracoli, forse una delle più uniche ed eccezionali opere costruite all’epoca. Infatti Piazza dei Miracoli non colpisce soltanto per la sua grandiosità in cui Duomo,Torre campanaria (Torre di Pisa) e Battistero si distinguono in tre differenti edifici, ma per il fatto che alcuna città ha mai costruito il proprio Duomo a ridosso delle mura di cinta. Un atto forse a dimostrazione della potenza dell’allora Repubblica di Pisa o forse una rivoluzionaria concezione laica di Stato. Di fatto il Duomo, considerato all’epoca quale centro della cristianità e parte più nobile da custodire, al contrario di altre città Italiane ed Europee, non è locato in posizione centrale rispetto alla città, ma bensì in posizione periferica. Duomo che ospita la tomba di Enrico VII, citato da Dante nella "Divina Commedia" come auspicato imperatore capace di riporre l'Italia sotto il controllo imperiale .
La storia del XII e XIII secolo fu in gran parte vicenda di scontri con la vicina Genova. Svolta decisiva fu la disastrosa sconfitta della Meloria nel 1284. Battaglia che segnò inevocabilmente il declino di Pisa.
Nel 1406 Pisa perse l’indipenza cadendo nelle mani di Firenze. Ma il controllo totale che i Medici riuscirono ad imporre su questa città avvenne soltanto nel 1509 dopo un lunghissimo assedio durato dieci anni e che vide come testimone da parte fiorentina il noto scrittore Macchiavelli. Il ruolo economico fu quindi rilevato dalla nascente Livorno, mentre tra il 500 e 600 Pisa fu uno dei massimi centri scientifici italiani con le sue università. Particolare impulso dettero i Medici nel XV secolo all’ avvio della nuova costruzione della "Sapienza".
Durante il periodo francese, l’Università venne trasformata in Accademia Imperiale direttamente dipendente dall’Università di Parigi e nel 1813 sul modello francese, venne affiancata una Scuola Normale nella bellissima Piazza dei Cavalieri. Scuola Normale tutt’oggi esistente ed orgoglio nazionale per l’alta attività di ricerca. Vanta una tradizione prestigiosa da cui allievi come Enrico Fermi o l'attuale Presidente della Repubblica hanno avuto modo di poter efettuare i propri studi. La seconda guerra mondiale portò lutti e distruzione. In rilievo due pesantissimi bombardamenti a tappeto alleati. Il 31 agosto 1943 con numerose vittime e nel 1944 con l’involontario centro del Camposanto adiacente al Duomo. Pisa divenne inoltre città tagliata in due dal fronte per tutta l’estate del 1944 con gli eserciti tedeschi ed alleati attestati sulle due rive opposte del fiume Arno.
La ricotruzione del dopoguerra comportò per un buon cinquanta per cento il cambiamento architettonico della città a discapito delle antiche abitazioni di origine medievale. Fortunatamente i magnifici lungarni con i suoi palazzi hanno mantenuto inalterato il loro fascino anche se è da annotare che tutti i ponti di Pisa furono fatti saltare dai tedeschi nella loro rovinosa ritirata. Il più recente dei ponti è il “Solferino” crollato in seguito all’alluvione del 1966 e ricostruito successivamente. La zona settentrionale rispetto al fiume Arno è quella che ha mantenuto indenne la sua tipologia mostrando con Borgo Stretto l’antico aspetto medievale della città caratterizzata delle sue tipiche “Case Torri”.
Suggerimenti: E' una gita da effettuare sia per l’importanza e l’unicità dei monumenti che per la vicinanza a San Giuliano Terme distante soltanto una decina di minuti. Nel periodo che va dall’autunno all’inizio dell’estate, nel pomeriggio di ogni seconda domenica del mese, tutti i negozi del centro storico rimangono aperti con l’allestimento contemporaneo di un esteso mercato dell’antiquariato. I principali negozi si trovano nell’asse Borgo-Corso Italia. Da non perdere, in occasione della festa del Santo Patrono (S. Ranieri), la “luminara” che ogni 16 giugno perpetua la suggestione con i suoi 70.000 lumini regalando ai Lungarni uno straordinario spettacolo di emozionante bellezza.
   
   
     
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