Museo della campagna e della vita di ieri
San Pellegrino - Verso il Passo delle Radici

La prima cosa che verrebbe da chiedersi giungendo a San Pellegrino in Alpe è il motivo che spinse i fondatori a costruire un insediamento a quota 1524 ad un passo dal dal crinale apenninico. La nostra risposta la troviamo nella fede e carità che animava molti uomini dell'Alto Medioevo. Frequenti infatti erano i pellegrinaggi che sfruttavano le vie di valico allora esistenti. E' logico quindi che, soprattutto per i mesi più freddi, ci fosse bisogno di un buon "posto-tappa" in grado di assicurare ristoro e riposo. Fu la precisa funzione di assistere gratuitamente i viandanti che spinse una comunità cristiana nel XII secolo a costituire San Pellegrino in Alpe.
Alle vicende storiche di San Pellegrino, si accompagna una leggenda, che ha per protagonista un tal Pellegrino (figlio di un re di Scozia) vissuto come eremita tra le montagne della Garfagnana. Di lui si racconta che affrontando fisicamente il Demonio, abbia reagito in maniera così potente, da farlo volare nel mar Tirreno trapassando la catena apuana e dando così origine all'arco del Monte Forato.
Nel santuario opera di Matteo Civitali nella seconda metà del XV secolo, sono conservate le reliquie ritenute del principe, insieme a quelle di un altro santo popolare della zona: Bianco.
Figura più leggendaria che storica.

L'importanza strategica di San Pellegrino in Alpe per il controlle delle vie commerciali di allora, dette vita a cruente contese tra Lucchesi ed Estensi.
Contese tra emigliani e toscani che proseguirono fino all' unità d' Italia.
La questione di San Pellegrino in Alpe fu quindi risolta seguendo criteri non geografici , ma "salomonici".
Fu allora deciso che il confine fra Toscana ed Emilia dividesse a metà il paese con i resti dei santi sopracitati per una perte in territorio Toscano e dall'altra in quello Emiliano.
Una situazione amministrativa mai modificata.
Nell'antico ospizio collegato alla chiesa oggi è ospitato il "Museo della campagna e della vita di ieri" in cui sono espostei quasi 3.000 oggetti d'uso comune del passato.La visita al museo è d'obbligo per l'importante testimonianza del passato.
Passare poi il tempo ad osservare il panorama di questo meraviglioso balcone naturale sulla Garfagnana e le Alpi Apuane non può essere che la degna chiusura di questa piacevole passeggiata a quota 1500 metri sul livello del mare.

San Pellegrino
 
   
   
     
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